<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0"><channel><atom:link rel="hub" href="http://tumblr.superfeedr.com/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"/><description>Pensieri, appunti e spunti sulla mia esperienza in Aussieland</description><title>Down Under</title><generator>Tumblr (3.0; @cynz12)</generator><link>http://cynz12.tumblr.com/</link><item><title>…ed è anche pericolosa! :)</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/tumblr_mdfbwkkHZq1rxldhko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;…ed è anche pericolosa! :)&lt;/p&gt;</description><link>http://cynz12.tumblr.com/post/35630884397</link><guid>http://cynz12.tumblr.com/post/35630884397</guid><pubDate>Tue, 13 Nov 2012 06:29:08 -0500</pubDate></item><item><title>Eh sì… l’Australia è veramente GRANDE</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/tumblr_mdfbtgilNO1rxldhko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Eh sì… l’Australia è veramente GRANDE&lt;/p&gt;</description><link>http://cynz12.tumblr.com/post/35630841863</link><guid>http://cynz12.tumblr.com/post/35630841863</guid><pubDate>Tue, 13 Nov 2012 06:27:00 -0500</pubDate></item><item><title>…Allora il paradiso esiste!</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/tumblr_mbsxp5hA6X1rxldhko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;…Allora il paradiso esiste!&lt;/p&gt;</description><link>http://cynz12.tumblr.com/post/33455166228</link><guid>http://cynz12.tumblr.com/post/33455166228</guid><pubDate>Fri, 12 Oct 2012 18:41:00 -0400</pubDate><category>Queensland</category><category>whitsundays islands</category></item><item><title>Northern Territory</title><description>&lt;p&gt;Hi there!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sono appena resa conto che non ho parlato del mio ultimo viaggio, ovvero quello nel Northen Territory, avvenuto ormai quasi due mesi fa. Probabilmente ho continuato a rimandare questo racconto perchè è stato un viaggio talmente ricco e intenso che potrei parlarne per ore, senza riuscire a dire tutto quello che ci sarebbe da dire. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mio viaggio nel Northern Territory è iniziato prendendo un aereo da Melbourne in direzione Alice Springs, un paesino che si trova sperduto nel centro dell’Australia. L’unica ragione per cui attrae i turisti è che costituisce un punto di appoggio (o per meglio dire, l’unico) per chi vuole visitare la famosa roccia Uluru (Ayers Rock). Da lì infatti ha preso il via il tour per visitare il parco nazionale Kata Tjuta (Uluru, the Olgas e Kings Canyon), dopodiché assieme ai miei due compagni di avventura abbiamo guidato fino all’estremo nord (1500&amp;#160;km) con un van preso a noleggio, facendo tappa nel Nitmiluk Park e nel Litchfield Park. Darwin è stata la meta finale prima di riprendere l’aereo alla volta di Melbourne. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Credo che il modo migliore per parlare di questa esperienza sia usando le mie impressioni e sensazioni, anzichè descrivere l’itinerario giorno per giorno. Per cui mi scuso se i seguenti punti non hanno alcun filo logico. Prendeteli così, come delle note a bordo pagina in un taccuino di viaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1.&lt;span class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Place of self-discovery&lt;/strong&gt;. Uluru è un luogo magico, è un luogo da scoprire ma è anche e soprattutto un luogo dove scoprire se stessi. Sono riuscita a respirarne la spiritualità, e non mi è stato difficile capire perché gli aborigeni lo abbiano scelto tra tanti come luogo sacro per eccellenza. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;2.&lt;span class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;I colori&lt;/strong&gt;. Azzurro cielo, rosso terra, verde foresta. È tutto quello che c’è da dire. I miei occhi hanno fatto una scorpacciata di questi colori così intensi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;3.&lt;span class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Dormire all’aperto&lt;/strong&gt;. Durante il tour ho sperimentato per la prima volta la vita da campeggio in senso stretto. Dormire all’aperto nei sacchi a pelo intorno a un fuoco è un’esperienza che non si dimentica facilmente. Tantomeno se di notte ci sono 0°.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;4.&lt;span class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Il freddo&lt;/strong&gt;. Contrariamente a quello che si può pensare, la mia esperienza nel deserto è un’esperienza di grande freddo. Di giorno la temperatura arrivava intorno ai 17-20°, ma di notte scendeva orribilmente intorno ai 0°. Per la prima volta però ho potuto apprezzare il tepore del sole, nel vero senso del termine. Ogni mattina ci svegliavamo prima dell’alba, e così ho potuto veramente constatare cosa significa ‘essere scaldati dai raggi del sole’. Dopo il grande gelo della notte, la sensazione dei primi raggi del sole che fanno capolino all’orizzonte e ti scaldano letteralmente la pelle è indescrivibile. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;5.&lt;span class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Il cielo di notte&lt;/strong&gt;. Non credevo potessero esserci così tante stelle nell’universo. Il cielo che osservavo di notte, in particolare la costellazione della Croce del Sud, mi ricordava costantemente di essere in un altro emisfero. E vedere la Milky Way a occhio nudo è un’emozione impareggiabile. Ho avuto anche la mia buona dose di stelle cadenti, che mi hanno aiutato a sopperire la mancanza della notte di San Lorenzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;6.&lt;span class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;La luna piena&lt;/strong&gt;. È veramente luminosa. E stando in città non me ne sono mai resa conto. È come un lampione, quasi fastidiosa quando si cerca di dormire (“Someone turn the moon off!!!”). Anzi, come direbbe il buon Jannacci, la luna l’è una lampadina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;7.&lt;span class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;L’alba&lt;/strong&gt;. Ho visto tre albe di fila. E ogni volta ne sono rimasta affascinata. È possibile annoiarsi dell’alba e del tramonto? Credo di no, non importa quante volte si vedano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;8.&lt;span class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Il nulla&lt;/strong&gt;. Per la prima volta in vita mia ho avuto la sensazione di essere veramente nel mezzo del nulla. Una strada sola, che prosegue dritta per centinaia di chilometri in mezzo al deserto. Guidare per chilometri senza incontrare anima viva, senza ombra di civiltà, senza rete telefonica. Ogni tanto un cartello che dice: la prossima stazione di servizio è a 80&amp;#160;km (e la necessità di avere pompe di benzina sono probabilmente l’unica ragione per cui intorno nascono dei paesini. Non invidio per niente chi ci abita).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;9.&lt;span class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Lo squallore&lt;/strong&gt;. Sì, perché il NT è anche questo. La città di Teenent Creek è un esempio lampante. Aborigeni scalzi, sui marciapiedi, attaccati alla bottiglia, che vagano senza meta, vestiti di stracci. Il divieto di vendere alcool prima delle 2 del pomeriggio, alcool che può essere venduto solo dopo che ti hanno scannerizzato un documento di identità per assicurarsi che tu sia autorizzato a comprarlo. Il discorso aborigeni però è troppo ampio e merita un capitolo a parte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;10.&lt;span class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Animali&lt;/strong&gt;. Aquile. Canguri e Wallabies (tanti, troppi morti sul ciglio delle strade, ma fortunatamente anche tanti vivi che si lasciavano accarezzare docilmente). Volpi volanti. Maiali selvatici. Rospi delle canne.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;11.&lt;span class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Le cascate&lt;/strong&gt;. Non avevo mai nuotato in una pozza naturale alla base di una cascata, né tantomeno nuotato direttamente sotto una cascata. Beh, ora l’ho fatto. E ho potuto ammirare un arcobaleno che spuntava proprio alla base della cascata. Suona troppo perfetto per essere vero, ma è successo davvero. Cosa ci può essere di meglio? Niente? Sbagliato. Un bagno nelle cascate a mezzanotte sotto un cielo pieno zeppo di stelle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;12.&lt;span class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Il profumo della foresta pluviale&lt;/strong&gt;. Fresco. Verde.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;13.&lt;span class="Apple-tab-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Il mercato di Mindil Beach&lt;/strong&gt;. Dopo diversi giorni in mezzo al nulla, tornare nella civiltà fa uno strano effetto. Niente di meglio quindi che andare al mercato più famoso di Darwin. Colori, suoni, profumi, cibo, odori, persone, festa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi manca il cielo stellato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stay tuned&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://cynz12.tumblr.com/post/30450980747</link><guid>http://cynz12.tumblr.com/post/30450980747</guid><pubDate>Wed, 29 Aug 2012 08:58:00 -0400</pubDate><category>NT</category><category>Nothern Territory</category><category>road trip</category><category>Uluru</category><category>Ayers rock</category><category>Dawin</category><category>Kata Tjuta</category><category>Kings Canyon</category></item><item><title>8 cose che mi stupiscono dell'Australia</title><description>&lt;p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;1) Le distanze.&lt;/strong&gt; L’Australia è grande. Ma che dico grande, è enorme! Qualcuno mi ha detto che Melbourne da un’estremità all’altra misura 100&amp;#160;km (e stiamo parlando SOLO di una città, che però è grande quanto una regione italiana). Una volta sono andata a trovare un’amica che abita in un altro quartiere e ci ho impiegato quasi 2 ore con i mezzi pubblici; successivamente ho scoperto che i chilometri che ci separavano erano 40 (se faccio un confronto rispetto alle distanze che percorrevo in Italia, la mia città natale dista da Milano circa 30&amp;#160;km e ogni volta che ci andavo mi sembrava di andare chissà dove, probabilmente perché si cambia provincia e in mezzo si incontrano tantissime altre città e paesini). Le distanze immense all’interno della città di Melbourne in realtà riflettono una caratteristica generale che è propria dell’Australia: una paese che è anche un continente, grande quasi quanto l’Europa, dove nulla è a portata di mano, tutto è ‘dilatato’ e tra una città e l’altra c’è il nulla (e quando dico il nulla intendo il NULLA). Ad esempio, credo che si possano contare sulle dita di una mano le città che ho incontrato quando nel Northern Territory ho percorso i 1500&amp;#160;km che separano Alice Springs da Darwin. Ho guidato in pieno outback per 2 giorni di fila (non da sola ovviamente!), che è un po’ come se da Milano avessi guidato fino all’estrema punta nord della Danimarca (distanza che quando ero in Italia non mi sarei mai nemmeno lontanamente immaginata di percorrere in macchina). Eppure in Australia non sembra così pazzesco, anzi. Ora capisco perché quando gli Australiani vengono in Italia si fanno Milano-Venezia-Firenze-Roma in una settimana. A loro deve sembrare tutto così vicino. Il concetto di distanza per me non è mai stato così relativo.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.pinreach.com/cache/4ab4045fe8c656496221225ad8984198_w500_h450_cp_sc.jpg&amp;amp;imgrefurl=http://www.pinreach.com/pin/97038566941734167&amp;amp;usg=__WNigc0lnRc7jEjwDyY784WvNMbs=&amp;amp;h=450&amp;amp;w=500&amp;amp;sz=63&amp;amp;hl=en&amp;amp;start=0&amp;amp;sig2=qiUNgB42KmWpbrSnMa5vJA&amp;amp;zoom=1&amp;amp;tbnid=cmWkKDDvMvjVWM:&amp;amp;tbnh=132&amp;amp;tbnw=147&amp;amp;ei=sRM-UN2oJq6viQfYx4DoBg&amp;amp;itbs=1&amp;amp;iact=hc&amp;amp;vpx=175&amp;amp;vpy=173&amp;amp;dur=1371&amp;amp;hovh=213&amp;amp;hovw=237&amp;amp;tx=152&amp;amp;ty=148&amp;amp;sig=113131522252868350582&amp;amp;page=1&amp;amp;ndsp=18&amp;amp;ved=1t:429,r:0,s:0,i:80"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;2) La Vegemite.&lt;/strong&gt; Sarà anche considerata una delle icone nazionali, ma io proprio non capirò mai cosa gli australiani ci trovino di speciale. Come posso descriverla? Cugina della Marmite inglese, è un impasto marroncino che gli australiani spalmano sul pane, spesso insieme al burro, ma il sapore è qualcosa a metà strada tra una gomma di pneumatico e l’olio di macchina riciclato (non che li abbia mai assaggiati, ma è così che mi immagino il loro sapore). Eppure, gli scaffali dei supermercati ne sono pieni. “Love it or hate it” questo è il motto della Vegemite: io personalmente sto male solo a sentirne l’odore, e quando l’ho assaggiata ho passato i 30 secondi peggiori della mia vita. Eppure c’è chi ne va matto. Mah! De gustibus non disputandum.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://www.google.it/imgres?um=1&amp;amp;hl=it&amp;amp;sa=N&amp;amp;biw=1280&amp;amp;bih=675&amp;amp;tbm=isch&amp;amp;tbnid=oWoOO8rzTOIoQM:&amp;amp;imgrefurl=http://online.wsj.com/article/SB10001424052702304451104577391960304859318.html&amp;amp;docid=ZhEcJoCTviRFgM&amp;amp;imgurl=http://m.wsj.net/video/20120509/050912vegemite/050912vegemite_512x288.jpg&amp;amp;w=512&amp;amp;h=288&amp;amp;ei=GnUWUKC2KcWQiAfI04CQAQ&amp;amp;zoom=1&amp;amp;iact=hc&amp;amp;vpx=170&amp;amp;vpy=313&amp;amp;dur=168&amp;amp;hovh=168&amp;amp;hovw=300&amp;amp;tx=135&amp;amp;ty=96&amp;amp;sig=113131522252868350582&amp;amp;page=4&amp;amp;tbnh=113&amp;amp;tbnw=200&amp;amp;start=66&amp;amp;ndsp=22&amp;amp;ved=1t:429,r:17,s:66,i:339"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;3) Gli stormi di pappagalli.&lt;/strong&gt; Ebbene sì, altro che i piccioni che infestano le nostre piazze. Qui si trovano STORMI interi di pappagalli che volano da una parte all’altra. Uno dei primi giorni mi sono fermata incredula ad osservarli, e un bambino molesto ha deciso di correrci in mezzo per farli volare via. Superata la prima fase di odio violento per quel bambino, mi sono resa conto che per lui non era nulla di speciale, abituato com’è a vederli. Questo mi ha fatto riflettere (oltre a dare una ‘scusante’ a quei turisti che in Italia si fermano nelle piazze a nutrire i piccioni col mangime e a fare foto deficienti: probabilmente per loro i piccioni sono uccelli ‘esotici’ e hanno su di loro lo stesso effetto che per me hanno i pappagalli. Anche se onestamente dai, non c’è paragone che regga tra piccioni e pappagalli!). Tornando a noi, dicevo che questo mi ha fatto riflettere sulla capacità dell’uomo di stupirsi. È davvero così semplice dare per scontata la bellezza che ci circonda? È davvero così facile abituarsi a tutto ciò e a perdere il genuino atteggiamento di meraviglia e stupore per le cose? Sembrerebbe di sì. Personalmente cercherò di impegnarmi a non dare mai per nulla per scontato, perché non c’è nulla di meglio che lasciarsi affascinare dalla realtà.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;4) Gli OpShops.&lt;/strong&gt; Avevo già scoperto l’esistenza di questi negozietti in Inghilterra, e anche qui in Australia sono una realtà molto diffusa. Gli OpShops (Opportunity Shops o Charity Shops) sono negozi di seconda mano (ma in realtà si possono anche trovare numerosi articoli nuovi) che vendono un po’ di tutto: vestiti, scarpe, accessori, libri e arredamento. Il tutto a prezzi assolutamente stracciati (è facilissimo trovare qualcosa che costi meno di $5). In Italia questa cultura è pressoché inesistente, ma qui invece sono molto popolari, non solo per i prezzi assolutamente abbordabili e per la possibilità di trovare diversi capi e articoli vintage, ma anche perché il ricavato delle vendite va a sostegno di vari enti di beneficenza (uno dei più famosi per esempio è Oxfam). Insomma: si può fare shopping, spendere poco e fare del bene allo stesso tempo!&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://www.google.it/imgres?um=1&amp;amp;hl=it&amp;amp;biw=1280&amp;amp;bih=675&amp;amp;tbm=isch&amp;amp;tbnid=DhSGhIURh9-LXM:&amp;amp;imgrefurl=http://hunchypiper.com/2011/06/18/i-love-op-shops/&amp;amp;docid=jHjKbgXP_T2_5M&amp;amp;imgurl=http://hunchypiper.files.wordpress.com/2011/06/op-shop.jpg&amp;amp;w=650&amp;amp;h=521&amp;amp;ei=r3UWUKChDMiQiAfusYBA&amp;amp;zoom=1&amp;amp;iact=hc&amp;amp;vpx=389&amp;amp;vpy=182&amp;amp;dur=597&amp;amp;hovh=198&amp;amp;hovw=247&amp;amp;tx=76&amp;amp;ty=99&amp;amp;sig=113131522252868350582&amp;amp;page=3&amp;amp;tbnh=145&amp;amp;tbnw=181&amp;amp;start=37&amp;amp;ndsp=24&amp;amp;ved=1t:429,r:1,s:37,i:193"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;5) L’assenza di Wi-Fi.&lt;/strong&gt; Non pensavo ci fossero paesi messi peggio dell’Italia per quanto riguarda le connessioni Wi-Fi gratuite, ma mi sono dovuta ricredere. Se vuoi usare Internet non c’è verso, qui devi PAGARE. Davo per scontato che l’Australia, da buon paese anglosassone, seguisse in questo i suoi cugini inglesi e americani, con accessi a Internet gratuiti nei locali e in alcuni luoghi pubblici. E invece NO. Nemmeno da McDonalds. Nemmeno da Starbucks (che è assurdo, visto che è uno dei pilastri su cui poggia la filosofia di questa catena). Più in generale, le telecomunicazioni qui hanno prezzi assurdi. Avere una connessione Internet in casa costa tantissimo, e non esistono i nostri abbonamenti a connessione illimitata! Ogni contratto ha un certo numero di mega o giga da utilizzare in un mese, a seconda di quanto vuoi spendere. Non mi sono ancora molto documentata in proposito, ma credo che uno dei principali motivi di questi prezzi spropositati sia il fatto che i gestori delle compagnie di telecomunicazione devono assicurare una copertura nazionale vastissima e probabilmente l’installazione e manutenzione dei ripetitori nel mezzo del nulla (si veda il punto 1) è molto costosa. Ma questa è solo una mia ipotesi. Ah, e ovviamente fuori dalle città la copertura telefonica non è garantita: durante il mio viaggio nel Northern Territory sono stata per giorni isolata dal resto della civiltà perché non c’era rete (ma questo non è stato necessariamente un male, anzi!).&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;6) Le porte che si aprono e si chiudono al contrario.&lt;/strong&gt; Ok, so che magari non è così scioccante, però quando una impara per tutta la sua vita che se vuole chiudere una porta deve girare la chiave nella serratura a sinistra e se vuole aprirla deve girarla a destra, nel momento in cui deve mettere in discussione una delle poche certezze della vita è normale che resti un po’ sconvolta. Qui in Australia funziona al contrario: quando voglio aprire una porta devo dire al mio cervello di chiuderla. Inutile dire quante volte, specialmente all’inizio, ho lottato e maledetto le chiavi e la porta di casa perché non funzionavano come dicevo io.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;7) La sinistra.&lt;/strong&gt; Non sto parlando di uno schieramento politico, ma semplicemente del fatto che qui si guida a sinistra. E ok, questo lo sapevano tutti. Ma non solo, qui si salgono anche le scale sulla sinistra. Cosa vuol dire? Vuol dire che sulle scale mobili, ci si mette tutti in colonna a sinistra, mentre chi vuole camminare ti supera sulla destra. E anche quando si fanno le scale normali, si cammina sulla sinistra per non scontrarsi con le persone che salgono o scendono dall’altra parte. So che quello che sto dicendo può non avere molto senso, perché nemmeno io avevo mai fatto caso al fatto che in Italia saliamo e scendiamo le scale sulla destra, ma quando mi sono trovata centinaia di persone in stazione che mi venivano addosso e orde di ragazzini a scuola che dovevo scansare al suono della campanella, ho capito che c’era qualcosa che non andava. E non erano gli ‘australiani maleducati che ti vengono addosso’, ero io che salivo/scendevo le scale dalla parte sbagliata. Ma no worries: ormai mi viene naturale stare sulla sinistra :) Oh yeah!&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://www.google.it/imgres?imgurl=http://rickanderson.tateauthor.com/files/crowd_escalator.jpg&amp;amp;imgrefurl=http://rickanderson.tateauthor.com/blog/&amp;amp;h=250&amp;amp;w=200&amp;amp;sz=20&amp;amp;tbnid=2hJIS4wFbxJwTM&amp;amp;tbnh=200&amp;amp;tbnw=160&amp;amp;zoom=1&amp;amp;usg=__LlQkdKv09XOo386st3JuGBmVH1w=&amp;amp;hl=it&amp;amp;sa=X&amp;amp;ei=8HUWUNerDanAiQfTooCoCQ&amp;amp;ved=0CCwQ8g0"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;8) Il fuso orario.&lt;/strong&gt; Ebbene sì, non riesco ancora ad abituarmi all’idea che ci siano 8 ore di differenza con l’Italia. Quando io mi sveglio la mattina per andare a lavorare, voi vi state preparando ad andare a letto. Per me è già DOMANI, per voi è ancora IERI! Ho scoperto anche che in Australia esistono fusi orari di mezz’ora. Prendi un volo da Melbourne ad Adelaide, e scopri che là sono indietro di 30 minuti. Che differenza faranno mai 30 minuti? Ah questi australiani, che bontemponi.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Bene, dopo questa mia piccola classifica, le opzioni sono due:&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;pensate che sia completamente pazza (se già non lo pensavate) e che mi faccio viaggi mentali assurdi per ogni scemata che vedo, o&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;siete anche voi stupiti e meravigliati come me delle stranezze che ci sono al mondo e meditate di chiedere una borsa di studio per iniziare un dottorato in sociologia.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;In ogni caso, stay tuned :)&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://cynz12.tumblr.com/post/28331874762</link><guid>http://cynz12.tumblr.com/post/28331874762</guid><pubDate>Mon, 30 Jul 2012 07:57:00 -0400</pubDate><category>Australia</category><category>stranezze</category><category>distanze</category><category>vegemite</category><category>opshops</category><category>sinistra</category><category>fuso orario</category><category>pappagalli</category><category>wi-fi</category></item><item><title>Tim Tam</title><description>&lt;p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Hi there!&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Eccomi di nuovo qua, dopo una assenza più o meno prolungata, giustificata dal fatto che sono andata in vacanza nel Northern Territory. Ma di questo parlerò un’altra volta.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Oggi invece sento il dovere di condividere con voi una delle più grandi invenzioni Australiane, mi azzarderei a dire persino superiore al boomerang: i biscotti Tim Tam. Si tratta di biscotti al cioccolato molto simili ai nostri Togo ma più larghi e spessi, che vengono proposti in diverse varianti (bianco, fondente, double chocolate, caramello, rum, menta, insomma chi più ne ha più ne metta) e sono maledettamente buoni. Insomma, la scoperta di questa specialità locale è stata la mia rovina e temo sarà la causa principale degli inesorabili chili in più che metterò stando qui.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://media.tumblr.com/tumblr_m7gbp3LeK61rqj599.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Da buona ricercatrice sociale, ho svolto un approfondito studio sul campo (l’ho fatto solo per amore della scienza, sia chiaro!) e ho scoperto che gli abitanti autoctoni hanno sviluppato alcune particolari modalità di degustazione di questa prelibatezza.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Una prima modalità consiste nel metterli nel freezer e mangiarli congelati: alcuni sostengono siano molto più buoni così che a temperatura ambiente.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;La seconda – e più interessante – modalità è denominata ‘&lt;strong&gt;Tim Tam bomb&lt;/strong&gt;’ (e già il nome la dice lunga). La messa a punto di questa tecnica di degustazione richiede un’arte e un’abilità non indifferente, motivo per cui una povera straniera come me ha dovuto attraversare una lunga fase di ricerca e preparazione prima di cimentarsi. Per degustare un Tim Tam bomb servono due cose: un Tim Tam e una tazza di caffè (non il nostro espresso, ma quello lungo americano). Il procedimento è il seguente: bisogna staccare con un piccolo morso i due angoli diametralmente opposti del biscotto, intingerlo nel caffè e risucchiare la bevanda attraverso il biscotto come se fosse una cannuccia. Impossibile descrivere a parole questa goduria: la cremina al cioccolato interna al biscotto si scioglie deliziosamente a contatto col caffè, per la gioia delle vostre papille gustative.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Oh che meravigliosa invenzione!&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Stay tuned :)  &lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://cynz12.tumblr.com/post/27618277311</link><guid>http://cynz12.tumblr.com/post/27618277311</guid><pubDate>Fri, 20 Jul 2012 05:00:00 -0400</pubDate><category>Tim Tam</category></item><item><title>Uluru</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/tumblr_m7emzqGJXM1rxldhko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Uluru&lt;/p&gt;</description><link>http://cynz12.tumblr.com/post/27548739315</link><guid>http://cynz12.tumblr.com/post/27548739315</guid><pubDate>Thu, 19 Jul 2012 07:09:00 -0400</pubDate><category>uluru</category><category>ayers rock</category><category>northern territory</category></item><item><title>Mi sembra doveroso dedicare un post del mio blog ad un tipico...</title><description>&lt;iframe src="//www.tumblr.com/video/cynz12/26202383758/400" id="tumblr_video_iframe_26202383758" class="tumblr_video_iframe" width="400" height="225" style="display:block;background-color:transparent;overflow:hidden;" allowTransparency="true" frameborder="0" scrolling="no" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi sembra doveroso dedicare un post del mio blog ad un tipico manufatto australiano: il &lt;strong&gt;boomerang&lt;/strong&gt;. Ebbene sì, non solo esiste davvero, ma funziona anche! Ecco la video-testimonianza.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;A vederlo sembra semplice da usare, ma in realtà quando il mio coinquilino l’ha comprato e siamo andati nel parco dietro casa a provarlo, abbiamo fallito miseramente (oltre a NON farlo tornare indietro, siamo anche riusciti a perderlo tra i cespugli e a farcelo poi rubare da un cane che evidentemente lo preferiva al suo pupazzo di stoffa). Oh well, never mind. Significa che non diventerò mai un’esperta cacciatrice di anatre (eh già, mi sono dimenticata di dire che il boomerang è nato come strumento di caccia, e non come passatempo domenicale per le famiglie!)&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Stay tuned ;)&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://cynz12.tumblr.com/post/26202383758</link><guid>http://cynz12.tumblr.com/post/26202383758</guid><pubDate>Sat, 30 Jun 2012 05:22:00 -0400</pubDate><category>boomerang</category></item><item><title>Great Ocean Road</title><description>&lt;p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Hi there!&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Eccomi qua a narrare un nuovo capitolo della mia avventura in Australia. Innanzi tutto devo dire che ho ricevuto diversi feedback di apprezzamento dell’idea del blog da voi amici d’oltreoceano, e questo mi ha fatto molto piacere perché mi ha dato la giusta motivazione a continuare questo ‘esperimento’.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;So, let’s do it!&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Oggi voglio condividere con voi la mia esperienza di viaggio lungo la Great Ocean Road.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Prima di raccontarvi le mie peripezie, mi sembra doveroso spendere due parole per dire cos’è questa fantomatica Great Ocean Road. Questo non perché voglio annoiarvi con lunghe spiegazioni in stile documentario scolastico, ma solo perché probabilmente non tutti sanno esattamente di cosa sto parlando (io prima di venire qui non sapevo cosa fosse la GOR. E va bene, sono ignorante, cosa volete che vi dica? Se voi sapete già tutto saltate la pappardella introduttiva e andate direttamente al punto!).&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ad ogni modo, ecco le due parole:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;&lt;li&gt;È una strada lunga quasi 250&amp;#160;km che corre lungo la costa sud-orientale dello stato del Victoria, partendo dalla città di Torquay fino alla città Allansford, vicino a Warrnambool (che è fin dove sono arrivata io). In altre parole si estende a ovest di Melbourne (che, per chi se lo fosse perso, è a sud-est dell’Australia. Ma per queste cose esiste il caro amico Google Maps).&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;È stata costruita tra il 1919 e il 1932 dai soldati di ritorno dalla prima guerra mondiale ed è stata dedicata ai caduti. Si tratta della più grande opera commemorativa dei caduti guerra mai realizzata al mondo (mica pizza e fichi!).&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;È una delle principali attrazioni turistiche dello stato di Vittoria grazie ai panorami mozzafiato che si possono ammirare lungo la costa (e non solo!). Infatti, oltre a costeggiare l’oceano, attraversa anche la lussureggiante foresta pluviale (il Great Otway National Park). È incredibile come si possa sentire allo stesso tempo il profumo del mare mescolato a quello della foresta di eucalipti.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Se volete altre informazioni di carattere storico/turistico andatevi a leggere la pagina di Wikipedia (&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Great_Ocean_Road"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Great_Ocean_Road"&gt;http://en.wikipedia.org/wiki/Great_Ocean_Road&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;). Insomma, mica posso fare tutto io il lavoro sporco!!!&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Dunque, tralasciando nomi, date e  numeri, passiamo alla mia personalissima opinione: la Great Ocean Road è proprio una figata! Cioè, ma vi immaginate guidare per 200 e rotti km su questa strada semideserta, con da una parte l’oceano e dall’altra parte un paesaggio che alterna l’aperta campagna alla foresta pluviale? Ebbene sì, per questa escursione ho preso a noleggio una macchina con altre ragazze e ho guidato per la prima volta a sinistra! Ok, ora immagino le vostre reazioni: “Oddio, quante persone hai ucciso?!?”, “Ma non ti veniva da guidare dall’altra parte?”, “Ma non è strano??”. Dunque la risposta è:  “Sì, è strano, ma no, fortunatamente non ho ucciso nessuno”. Il che è in parte anche merito del fatto che in giro non ci fosse praticamente nessuno, a parte qualche mucca sul ciglio della strada che a volte decideva di attraversare la strada (“Oddio, ma allora hai ucciso una mucca!” “No, non ho ucciso nemmeno le mucche”). Per i più fortunati, anche qualche canguro può decidere di attraversare la strada (come i numerosi cartelli avvisano più e più volte). A parte questo, dopo un primo momento di smarrimento, dopo aver superato l’iniziale sensazione di andare contromano e dopo aver azionato più volte con convinzione il tergicristallo al posto delle frecce direzionali, è stato abbastanza facile abituarsi al diverso lato della strada. Sarà perché ormai è da quasi 8 mesi che sono esposta alla guida sulla sinistra, sarà perché la macchina era automatica (tra, l’altro, è stata anche la mia prima volta a guidare col cambio automatico), ma tutto sommato non è stato così traumatico come si potrebbe immaginare. Anzi, non vedo l’ora di rimettermi ancora alla guida!&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Bene, chiudiamo questa parentesi sull’esperienza di guida e passiamo alle cose interessanti. Ho fatto questo road trip durante il long weekend in occasione del compleanno della Regina (weird fact about Australia #1: il compleanno della Regina è festa nazionale, ma ogni anno lo celebrano in un giorno diverso, ovvero il secondo lunedì del mese di giugno. Quest’anno è caduto l’11. Australiani, vai a capirli).&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Siamo partite in 8 con 2 macchine a noleggio (ah, a proposito! Abbiamo fatto noleggiare la macchina a chi aveva già compiuto 25 anni perché qui, se ne hai di meno, costa un botto di più. Come se fossi un pericolo ambulante! Mi sono sentita profondamente discriminata :D l’unica magra consolazione è che, anche se per poco, non ho ancora 25 anni). La partenza è stata un po’ burrascosa perché da casa mia ci ho messo più di 3 ore a raggiungere con i mezzi pubblici l’aeroporto, da dove abbiamo preso la macchina a noleggio (ma le distanze enormi e i mezzi pubblici di Melbourne meritano un capitolo a parte), e in più mi sono persa in aeroporto (per la serie, quando ho visto la gente che caricava i bagagli sui nastri trasportatori ho capito che FORSE ero andata dalla parte sbagliata. Lo so, lo so, dovrei tralasciare questo dettaglio perché non dà proprio sfoggio della mia intelligenza, ma never mind).&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;La prima notte l’abbiamo passata a Torquay, una cittadina nota per i suoi negozi che vendono attrezzatura e abbigliamento da surf; lì vicino infatti si trova anche Bells Beach, famosa perché qui sono state girate diverse scene del film Point Break (quello sui surfisti con Patrick Swayze e Keanu Reeves!). Abbiamo visitato Anglesea, il faro di Aireys Inlet, Lorne, le cascate Erskine Falls, Apollo Bay, Cape Otway, le cascate Triplet Falls, i Dodici Apostoli (Twelve Apostles). Sicuramente i Dodici Apostoli offrono una delle viste più suggestivi di tutta la GOR: si tratta di alcune formazioni rocciose abbandonate in mezzo al mare, alcune delle quali sono crollate nel corso degli anni (quindi non sono veramente 12, ma in realtà non lo sono mai state. A dir tutta la verità, non ho ancora capito quante ne siano rimaste adesso: alcuni dicono 6, altri dicono 8, da qualche altra parte ho letto 7. Mah!). Altri punti panoramici molti suggestivi sono Loch and Gorge, e il London Bridge (which has… fallen down! No non sto scherzando, una volta questa piattaforma rocciosa era collegata alla terra ferma, ma nel 1990 uno degli archi è crollato in mare! Quindi se volete visitare questi posti datevi una mossa, perché sembra stia crollando tutto!). Le ultime tappe del viaggio sono state Port Campbell e Warrnambool, dove è possibile effettuare whale-watching. Purtroppo non abbiamo visto nessuna balenottera, ma la spiaggia era comunque mozzafiato.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Nel complesso è stato proprio un bel viaggio, in cui ai momenti suggestivi e di contemplazione quasi religiosa dei panorami che madre natura ci offriva si intervallavano risate e avventure tragicomiche: una gomma a terra, che due surfisti di mezza età ci hanno cambiato, praticamente ‘costretti’ contro la loro volontà (sicuramente pentendosi di avercelo fatto notare); qualche ‘piccola’ incomprensione con il proprietario di un ostello che voleva lasciarci in mezzo alla strada, ma che ha dovuto poi fare i conti con “8 angry girls”; un falso allarme nel cuore della notte con una corsa perdifiato (“Oh, ci stanno fottendo la macchina!”); fermate repentine in mezzo alla strada al grido di “UN KOALA!!!!!!”; scene della serie “ho visto cose che voi umani non potreste neanche immaginare” nell’ostello dell’ultima sera.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Cosa mi sono portata a casa da questo road trip? Beh, da dove posso iniziare… Ho visto l’oceano col sole, con la pioggia, col vento e con le nuvole; ho camminato per le strade di paesini che in fondo non erano poi così diversi dai nostri paesini di mare; ho visto stormi di pappagalli (altro che i nostri piccioni!) e colonie di koala impigriti sugli alberi; ho camminato nella foresta pluviale; ho osservato la specie autoctona dei surfisti australiani nel loro habitat naturale (oh, anche questo fa parte della mia ricerca sociale sugli usi e i costumi locali!).&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Aveva proprio ragione chi diceva che la Great Ocean Road ci avrebbe riempito gli occhi. Il fascino del mare d’inverno è qualcosa che non si può spiegare. Finalmente sono uscita dalla città per qualche giorno e mi sono immersa nei veri colori dell’Australia: l’oceano è di un blu più blu, la foresta di un verde più verde, per non parlare del susseguirsi di rossi e gialli, i colori della sabbia e delle rocce. Una delle immagini che più si è impressa nella mia mente è quella del cielo. Sto incominciando ad amare sempre di più questo cielo australiano, così grande e infinito. In Australia gli orizzonti mi sembrano più vasti che in qualunque altra parte del mondo, e mi piace pensare che questo allargarsi dei miei orizzonti visivi rispecchi anche un allargarsi dei miei orizzonti mentali. Non so bene in realtà quale sia la causa e quale l’effetto: da una parte credo di percepire questi orizzonti come così lontani e irraggiungibili in riflesso alla mia attuale volontà di allargare le mie prospettive. Dall’altra, forse, questo mio stato di apertura mentale è proprio favorito dalla diversa percezione che ho dello spazio fisico intorno a me: per la prima volta il mio sguardo più spaziare indisturbato più in là di quanto abbia mai fatto, senza incontrare alcuna barriera (fisica e non) a limitarlo.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;La frase “viaggiare apre la mente” acquista per me un nuovo significato: senza alcun ostacolo a tagliare l’orizzonte, ecco che si diventa non solo più consapevoli della vastità del mondo, ma anche della vastità delle proprie possibilità. È solo una questione di punti di vista. Nel momento in cui i tuoi occhi non sono in grado di trovare un limite di fronte a sé, ecco che allora anche la tua mente comincia a vagare là dove prima non aveva mai osato. Ecco che si sperimenta un senso di assoluto. Se la natura possiede orizzonti infiniti, perché mai la mente umana, che è una delle più meravigliose invenzioni della natura, dovrebbe limitarsi?&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il famoso consiglio di ‘cambiare prospettiva’ di fronte a un problema forse non va inteso solo in senso metaforico, ma proprio letterale: è più facile per la mente compiere un passo in più quando trova un supporto anche a livello visivo. È un po’ come se l’occhio dicesse alla mente “hey, guarda fin dove può arrivare il mio sguardo! Se posso farlo io, che sono un semplice occhio, figurati dove puoi arrivare tu, che sei la Mente!”. Questo è quello che mi sta insegnando il cielo australiano: a non limitarmi.&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal"&gt;Stay tuned&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://cynz12.tumblr.com/post/25495992452</link><guid>http://cynz12.tumblr.com/post/25495992452</guid><pubDate>Wed, 20 Jun 2012 05:07:00 -0400</pubDate><category>great ocean road</category><category>road trip</category></item><item><title>Twelve apostles</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/tumblr_m5vx31kGxC1rxldhko1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Twelve apostles&lt;/p&gt;</description><link>http://cynz12.tumblr.com/post/25460061861</link><guid>http://cynz12.tumblr.com/post/25460061861</guid><pubDate>Tue, 19 Jun 2012 17:59:23 -0400</pubDate></item><item><title>"Ho deciso 
di perdermi nel mondo. 
Anche se sprofondo 
lascio che le cose 
mi portino altrove, 
non..."</title><description>“Ho deciso &lt;br/&gt;
di perdermi nel mondo. &lt;br/&gt;
Anche se sprofondo &lt;br/&gt;
lascio che le cose &lt;br/&gt;
mi portino altrove, &lt;br/&gt;
non importa dove.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Altrove, Morgan&lt;/em&gt;</description><link>http://cynz12.tumblr.com/post/24598005110</link><guid>http://cynz12.tumblr.com/post/24598005110</guid><pubDate>Thu, 07 Jun 2012 03:37:00 -0400</pubDate><category>altrove</category></item><item><title>Un'italiana a Melbourne</title><description>&lt;p&gt;Eccomi qua, a inaugurare questo blog con il mio primo post! Prima di iniziare però sono necessarie alcune premesse.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Premessa n.1: non ho mai scritto un blog&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Premessa n.2: non ci capisco nulla di tecnologia e so a malapena cos&amp;#8217;è un blog&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Premessa n.3: (no in realtà le premesse sono finite, ma ci stava bene mettere anche la numero 3)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;La domanda quindi sorge spontanea: perchè ho aperto un blog, pur sapendo che passerò la maggior parte del tempo a scervellarmi per capire come funziona e a maledire la mia inettitudine? Beh, la risposta è semplice: perchè sto vivendo una esperienza bella, ma talmente bella che non riesco a tenermela solo per me. Ormai quasi 2 mesi fa sono partita per l&amp;#8217;Australia, precisamente in direzione Melbourne, con due valigie piene e la mente aperta, pronta ad accogliere qualunque cosa buona potesse arrivare da questa avventura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho avuto la fortuna di essere stata selezionata per un programma di assistenti linguistici, e quindi mi ritrovo ad insegnare la lingua italiana ai ragazzi delle scuole superiori in un quartiere di Melbourne. Il contratto di lavoro mi vede impegnata nella scuola per 8 mesi (fino alla fine dell&amp;#8217;anno scolastico australiano, che è a dicembre). E poi&amp;#8230; Beh, poi si vedrà! :)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi, eccomi qua!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In realtà, il motivo principale che mi ha spinto a prendere seriamente in considerazione l&amp;#8217;idea di aprire un blog è un altro: l&amp;#8217;Australia è sicuramente bella, è sicuramente affascinante, è sicuramente un paese che molti sognano, ma ha un piccolo difetto&amp;#8230; è INCREDIBILMENTE lontana! Millemila ore di volo e 8 ore di fuso orario con l&amp;#8217;Italia (che a un certo punto, non so bene nè quando nè perchè diventeranno 10). E quindi, oltre ad essere tutto al rovescio, oltre a dovermi subire il mio secondo inverno di fila, oltre a sentirmi praticamente su un altro pianeta, mi sono resa conto che è veramente difficile mantenere regolarmente i contatti con gli amici che ho lasciato nel resto del mondo. Quindi questo blog è sopratutto per voi amici miei, che vi chiedete come sto, se sono viva o no (o magari non ve lo chiedete, ma nella mia megalomania mia piace pensare che lo facciate) in modo da farmi sentire un po&amp;#8217; più vicina e sentire voi più vicini di rimando.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi chissà, magari qualcuno finisce per caso in questo blog e decide di intraprendere un&amp;#8217;avventura simile. Tutto fa brodo, no? :) Spero di mantenere fede al mio impegno e di non abbandonare il tutto tra pochi giorni (cosa molto probabile&amp;#8230;doh!). Per ora è tutto!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stay tuned ;)&lt;/p&gt;</description><link>http://cynz12.tumblr.com/post/24531648523</link><guid>http://cynz12.tumblr.com/post/24531648523</guid><pubDate>Wed, 06 Jun 2012 05:51:00 -0400</pubDate><category>Australia</category><category>blog</category></item></channel></rss>
